Gola di Frasassi e Venere di Frasassi
La
Gola di Frasassi è una profonda e stretta valle lunga quasi tre chilometri,
scavata dal fiume Sentino tra le pareti calcaree del Monte di Frasassi e del
Monte Vallemontagnana.
Lungo
le pareti della gola si aprono una serie di grotte che sono state frequentate
dall’uomo nei vari periodi della preistoria e della storia.
Le
grotte di Frasassi non sono state utilizzate solo come abitazioni o ripari
temporanei, ma dal Paleolitico all’età del Bronzo sono state frequentate spesso
come luoghi di culto.
Dalla
grotta della Beata Vergine di Frasassi proviene una delle più antiche e
importanti manifestazioni artistiche dell’uomo paleolitico in Italia, la Venere
di Frasassi, una statuetta risalente a 28.000-20.000 anni fa. Scoperta
casualmente nel 2008, la statuetta, realizzata su un frammento di stalattite, è
alta 8,7 centimetri e pesa poco più di 60 grammi. L’immagine, imponente
nonostante le ridottissime dimensioni, mostra una figura femminile
nell’atteggiamento inconsueto di protendere in avanti gli avambracci, con le
estremità giunte quasi in segno di preghiera o di offerta.
La
Venere di Frasassi è custodita al Museo Nazionale Archeologico delle Marche di
Ancona. Il Museo di Genga ospita una copia del reperto e un monitor
autostereoscopico che permette la visualizzazione 3D dell’originale - la Virtual
Venere.
