GENGA
Genga è un piccolo borgo medievale accuratamente restaurato, paese natale di Papa Leone XII, appartenente alla nobile famiglia dei Conti della Genga. Insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il Comune è proprietario del complesso ipogeo Grotte di Frasassi (www.frasassi.com), gestito da Grotte di Frasassi Srl e situato all'interno del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.



Nell'Alto Medioevo il territorio di Genga ricadeva sotto la giurisdizione del ducato longobardo di Spoleto. L'origine del toponimo sembra risalire a tale periodo: secondo un'ipotesi deriva dalla radice longobarda -eng, comune ad altri nomi presenti nel territorio, come Monte Ginguno e Colle Gengo, caratterizzati da una desinenza tipica dei vocaboli di origine germanica. Antonio Brandimarte, biografo e bibliotecario di Papa Leone XII, nella sua biografia del pontefice interpreta il nome Genga come «roccia» o «pietra calcarea». Questa interpretazione trova riscontro nell'aspetto stesso del borgo, costruito sulla roccia che affiora dalle facciate degli edifici più antichi, integrandosi nell'architettura come elemento naturale e decorativo. La Genga, nome attribuito a questa roccia sedimentaria, la scaglia rossa, è così divenuta anche il nome del borgo sorto su di essa.
Le origini di Genga sono legate al monastero di San Vittore e a Pierosara, l'antico Castello Petroso. Le prime notizie documentate risalgono al 1090, anno in cui l'abate di San Vittore concesse in enfiteusi il castello, insieme ad altre proprietà, ai conti della Genga, il cui capostipite è identificato nel conte Alberico.
L'antica porta di accesso fortificata, dove sono ancora visibili gli alloggiamenti delle guardie, introduce al borgo, interamente costruito sulla roccia. All'interno della cinta muraria si conservano due edifici di culto di particolare interesse: la chiesa di San Clemente, antica pieve del castello, e la chiesa di Santa Maria Assunta.
La chiesa di San Clemente, già citata nel contratto di enfiteusi del XII secolo, conserva un pregevole dossale in terracotta, attribuito alla scuola di Pietro Paolo Agabiti e databile al XVI secolo. L'opera raffigura la Madonna della Misericordia con i Misteri del Rosario e costituisce un significativo esempio della produzione artistica marchigiana del Cinquecento, oltre a rappresentare un'importante testimonianza della spiritualità e della tradizione devozionale locale.
La chiesa di Santa Maria Assunta custodisce opere del XVI e del XVII secolo, espressione della storia religiosa del borgo e della devozione della comunità locale.
Oltre agli edifici religiosi, il borgo ospita il museo "Arte Storia Territorio", che conserva materiali e documenti dedicati alla storia, all'arte e al paesaggio culturale di Genga.
Genga è attualmente interessata dal progetto “IL BORGO DI GENGA IN VIAGGIO: VALORIZZAZIONE E RISCOPERTA - Intervento finanziato con risorse dell’Accordo per la Coesione della Regione Marche 2021-2027 (Delibera Cipess n. 24/2024) – Fondo di Rotazione”, che prevede l’attuazione di interventi coordinati destinati alla riqualificazione e valorizzazione del centro storico, anche attraverso il rilancio delle attività economiche e turistiche e il miglioramento della qualità del decoro urbano, in termini di sicurezza e fruibilità delle aree interessate.










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